The satirical art of GIULIANO, one of the leading cartoonists in Italy.



"MA UNA VOLTA ARRIVATI IN EUROPA
SI TROVERÀ DA PARCHEGGIARE?

"A YEAR OF POLITICAL TRASH"



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Le vignette di Giuliano sono immediate, geniali, cattive, "sbracate" come una battuta di Benigni, senza autocensure.
Ma le vignette di Giuliano non sono soltanto questo.
Spesso la matita di questo ragazzo sessantenne sa scrutare nella "parte nera della luna". Così le immagini sono surreali, spiazzanti, poetiche.
I suoi disegni satirici diventano una galleria di personaggi sconfitti, perdenti. Sono dei poveri cristi alle prese col mal di vivere, che si barcamenano nel labirinto di un potere schiacciante.
Il suo primo disegno lo pubblicò nel '58 sul "Travasetto", che era "la pagina del dilettante" del notissimo settimanale satirico "Il Travaso".
Collaborò poi al "Travaso", a riviste presigiose come "Il Delatore" di Bernardino Zapponi (a metà degli anni 60) e a "Cabalà" (importante rivista underground, in netto anticipo sui tempi, che uscì negli anni '70).
E' stato poi l'unico italiano a disegnare sul periodico di satira tedesco "Pardon" ('71-'79).
Dai primissimi anni '80 arrivò il successo popolare, prima sul "Male", quindi sul "Satyricon" di Repubblica, per cui ha realizzato 2.500 vignette.
Giuliano è anche, in Italia, l'inventore della satira sportiva. Dieci anni prima di "Mai dire goal" infatti, il disegnatore fiorentino prendeva in giro il mondo del calcio, che tutti hanno sempre preso seriamente.
Certo, per Giuliano, l'esperienza fondamentale, è stata quella del "Male", la rivista di satira più importante, corrosiva, che mai ci sia stata nel nostro paese.
A Giuliano, spesso, è stato rimproverato di essere un qualunquista. Questo perchè, probabilmente, il vignettista col sigaro, pur avendo idee politiche di sinistra, non è mai stato legato a nessun partito. In realtà Giuliano non ha mai realizzato una vignetta contraria alle sue ideee. Questo, in un certo senso, lo fa diventare guastatore, anche all'interno del mondo della satira, dove l'autocensura è all'ordine del giorno.
Giuliano, da satirico di razza, ha una prerogativa: è sempre contro. Contro il potere, contro le ingiustizie, contro i seriosi che accusano i satirici di qualunquismo.



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