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«Non
è vero che la caricatura significhi denigrazione e che il caricaturista
sia mosso da spirito di sarcastico pessimismo. Più plausibile è
invece la tesi secondo la quale il caricaturista cerca d'individuare il carattere
d'una persona, dal lato positivo, cioè mettendo in evidenza i tratti
più significativi.
Ogni individuo è riducibile ad uno schema somatico essenziale, che normalmente viene attenuato da generici formalismi, tendenti ad un certo livellamento estetico.
La caricatura, trascurando i formalismi generici, pone in evidenza i caratteri essenziali, magari esasperandoli. Ciò non significa tradimento della realtà, ma, al contrario, ricerca della verità.
Tale ricerca può sembrare crudele o per lo meno offensiva, ma non lo è. E di ciò fa fede il caricaturato, quando, con sincerità, ammette di riconoscersi in una caricatura. Il giudice migliore è lui, ma a patto che sia un giudice onesto e imparziale, come mi sembra d'esserlo quando osservo la mia caricatura fatta da Mippia Fucini-Catarzi.»
Piero Bargellini
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