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![]() - I protagonisti del '900 - |
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MASSIMO BUCCHI |

ELOGIO
DELL'HOMO LUDENS
di Franco Marcoaldi
"Il cortocircuito", si legge alla pagina 684 del Devoto-Oli, vocabolario illustrato della lingua italiana, "è la riduzione parziale o totale della resistenza di un circuito elettrico dovuto ad un contatto diretto tra i suoi estremi".
Sabotando con rara perizia le centraline della comunicazione mediatica, è giust'appunto questo che Massimo Bucchi regala quotidianamente ai lettori di Repubblica: un salutare cortocircuito mentale presentato sottoforma di vignetta.
Accostando personaggi ed eventi e immagini e parole che in apparenza sembrerebbero stellarmente distanti tra loro, il vignettista-guastatore produce un immancabile black-out lungo la linea ufficiale di trasmissione delle notizie, offrendo contemporaneamente la possibilità di guardare la realtà (politica, sociale, economica, esistenziale) sotto una luce totalmente diversa rispetto a quella data. Questione di un attimo, appunto: il tempo della scintilla, che getta su quel singolo episodio lo sguardo beffardo e surreale di Bucchi, a tutti ben noto.
Amore sperticato del paradosso? Certamente. Apologia dell'homo ludens? Perché no. Forse che giocare con i paradossi e calembours non è uno dei modi migliori per tenere desto il cervello?
Bucchi deve esserne fermamente convinto, visto che con questo suo nuovo almanacco "900 insiste sulla linea delle più bizzarre associazioni.
E stavolta prova addirittura a raddoppiare l'effetto cortocircuito, intrecciando stabilmente parola e immagine. O meglio ancora, nome e volto, visto che il suo personale '900 si sviluppa lungo un'irresistibile galleria di ritratti raffiguranti personaggi che nascono grazie alle più fantasiose ibridazioni. (...)
Altro paradosso da niente: utilizzando le piu diverse tecniche del collage, del papier collé, dell'assemblage, Bucchi procede con cura meticolosa, con una ricerca dettagliata degli accostamenti più felici di forme e di colori. Insomma, dietro il suo '900 c'è sicuramente moltissimo lavoro. Ma la scintilla provocata dai cortocircuiti, si sa, dura soltanto un attimo: è questa la sorte dei sabotatori.
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