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one of the leading cartoonists in Italy". |

GIANNELLI,
DIETRO LA MASCHERATA POLITICA
di Cesare Medail
Il destino degli autori satirici il cui talento si applica all'evento, giorno dopo giorno, sulle pagine dei quotidiani è fatalmente effimero: le vignette non nascono per decorare le pareti di un museo, per essere messe in mostra, o per essere raccolte in volume. Sono contestuali al giornale che le pubblica, soprattutto se sono vignette di prima pagina, come quelle di Emilio Giannelli sul "Corriere della Sera".
Osservando questi disegni di Giannelli, però, bisogna cambiare prospettiva: sapersi staccare dall'attualità e apprezzare la capacità dell'autore nel cogliere lo specifico del personaggio, frugando nelle pieghe della sua psicologia in rapporto alla sua immagine ufficiale, così come percepita dal pubblico attraverso i mass media. Emilio Giannelli, infatti, è uno dei pochi autori di satira da pronto intervento in grado di resistere alla prova museo, mostra o libro.
Mentre l'ispirazione di altri colleghi avvezzi ad impugnare il pennino a mo' di sciabola, risente del mutare della scena (ricordiamo la fase di stanca durante lo sbiadito governo dei tecnici o lo smarrimento degli autori di sinistra dopo la vittoria dell'Ulivo), Giannelli è capace di frugare nei risvolti del quotidiano per spremerne contenuti umoristici grazie a trovate geniali come fu quella formidabile di raffigurare Dini, paracadutato nel '95 dai cieli del mondo bancario alla più terrestre dimensione di Palazzo Chigi, con le fattezze di E.T.
E poiché la piccola rivoluzione italiana degli anni Novanta è stata anche un frenetico susseguirsi di primedonne (Segni, Bossi, Berlusconi, Di Pietro, Prodi, D'Alema eccetera), l'una pronta a rubare la scena all'altra, i satirici non si sono potuti cullare nei tradizionali faccioni, come avveniva nella cosiddetta Prima Repubblica dove le crisi erano brevi procelle nella calma piatta. Giannelli, invece, nella sua atipicità, più che dalle situazioni nette e dalle figure a tutto tondo è stimolato dalla complessità delle situazioni e delle mascherate che sfilano in passerella. Per questa, non comune, capacità di penetrazione, le sue opere possono essere guardate ciascuna per se stessa anche in un museo come questo, fuori dalla sede naturale, che è la pagina quotidiana.
Cesare Medail
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