«L'Italia dei Presidenti».
Vista ieri da Giovanni Guareschi e oggi dai disegnatori satirici italiani.
"ITALY AND HIS PRESIDENTS" seen yesterday by Giovanni Guareschi and today by the contemporary satirical cartoonists.



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(In collaborazione con Club dei Ventritrè e ProLoco Busseto)


GIOVANNINO GUARESCHI E L'ITALIA DEI PRESIDENTI

Mettiamola così: "L'Italia dai Presidenti" vuol essere soprattutto un gesto di solidarietà postuma all'unico autore satirico italiano che abbia veramente scontato una pena dietro le sbarre di un carcere.

Se Giovanni Guareschi, infatti, non avesse passato i suoi bei guai assieme al disegnatore Carletto Manzoni per vilipendio al Capo dello Stato, forse questa mostra non si sarebbe mai tenuta perché poco senso avrebbe avuto anche un confronto a distanza tra un convinto monarchico come G.G. e uno stuolo di disegnatori contemporanei assolutamente repubblicani.

Quell'episodio del 1951 che decretò una condanna penale, però, segna una data importante per coloro che con carta e penna hanno sempre cercato di satireggiare il potere e per quanti ancora oggi hanno a cuore questi temi. Così a distanza di cinquant'anni c'è parso importante ricordare questo fatto, assieme a Carlotta e Alberto Guareschi, i quali hanno rovistato tra le vignette ingiallite del "Candido" per scegliere i disegni del padre che testimoniano quelli che erano i suoi dubbi e le sue provocazioni sull'istituzione presidenziale e repubblicana.

Come nostra tradizione, e a riprova che gli anni non sono trascorsi invano, abbiamo infine stimolato la fervida fantasia satirica e caricaturale dei disegnatori di oggi, i quali da noi invitati a dire la loro su settennati più recenti - e pur alle prese con una specie umana e politica decisamente più a rischio - si sono fatti forti di una conquistata minore severità nei giudizi, e cosi affrancati da ogni vilipendio hanno messo alla berlina vizi e virtù dei presidenti degli anni nostri.

Che dire al fine: godetevi questa satira della storia che è ormai storia della satira e riflettete sul fatto che se un Nebiolo riuscì a provocare così tanti dispiaceri al buon Guareschi, figurarsi cosa avrebbe rischiato G.G. di fronte alle tante, non esaltanti, figure politico-presidenziali degli anni a seguire!

***

Giovannino Guareschi nacque a Fontanelle di Roccabianca (Parma) nel 1908. Disegnatore, giornalista, umorista e scrittore, nel 1936 entrò a far parte della Rizzoli in qualità di redattore capo del Bertoldo.

Con Giovanni Mosca fondò, nel 1945, il settimanale Candido, che diressero insieme per cinque anni. Dal 1950 al 1957 Guareschi ne fu il direttore unico, e continuò a collaborarvi fino al 1961, quando il settimanale cessò le pubblicazioni. In seguito collaborò al Borghese e alla Notte e tenne, fino al 1968, una rubrica su Oggi.

Le sue opere sono state tradotte in quasi tutte le lingue del mondo: dalle più note dall'islandese al maharati, al vietnamita, arabo e litua no. È morto a Cervia (Ravenna) nel 1968.


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