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Potrà
piacere o no, ad Alfio Krancic va riconosciuto il merito di
essere riuscito a farsi apprezzare, dopo tanti anni di
ostracismo decretatogli dalla satira italiana egemonizzata
dalla sinistra, malgrado sia un disegnatore satirico di
destra. E' vero che neanche Forattini e Vincino disegnano
con la mano sinistra per la sinistra, ma loro hanno avuto
l'occasione (o la furbizia) di lavorare, prima di rivelarsi
feroci critici di D'Alema, Rutelli, Veltroni & C., in
giornali addirittura comunisti: a "Paese sera" Forattini, a
"L'Ora" di Palermo Vincino. Krancic invece lavora ed ha
lavorato solo per " Il Secolo d'Italia" e "Il
Giornale".
Non
ho mai capito perchè il direttore Maurizio Belpietro,
che pure fa un bel "Giornale", abbia relegato la vignetta
quotidiana di Krancic in penultima pagina. Krancic è
bravo e meriterebbe ampiamente di figurare in prima su "Il
Giornale", come Vauro sul "Manifesto", Forattini sulla
"Stampa", Giannelli sul "Corriere della Sera", eccetera.
Basta scorrere questo catalogo per accorgersi della maestria
satirica di Krancic. Intanto è un caricaturista
eccezionale. Guardate per esempio la famiglia Savoia:
riuscite ad immaginare una caricatura più riuscita di
Vittorio Emanuele, la moglie Marina Doria e il figlio
Emanuele Filiberto?
E
Amato? Nessuno riesce a fargli una caricatura migliore:
l'Amato di Krancic è un topo che più sorcio
non si può (con o senza coda). Del resto non meno
perfetti gli riescono i ritratti satirici di d'Alema (sempre
incazzato), Veltroni (sempre più flaccido), Rutelli
(sempre più bello) e dell'ex ministro dell'interno
Enzo Bianco (sempre più incapace), uno dei bersagli
preferiti di Alfio.
Riuscitissima
mi pare pure la caricatura di Berlusconi-Cheope che illustra
i suoi faraonici piani.
Assai
abile è poi Krancic nei calembour, che spesso
impreziosiscono la vignetta. In questo catalogo mi è
piaciuta di più quella sullo scandalo della Telekom
Serba. Un Dini (sempre più rospo) preferisce non
parlarne con nessuno: meglio il " riserbo".
Non
so se lo stesso Krancic lo sa (sulla storia della satira i
nostri disegnatori sono molto ignoranti), ma il suo modo di
disegnare, il suo tratto, il suo pupazzettare somiglia a
quello di un grandissimo del passato: Caran d'Ache (Emanuel
Poiré, 1858-1909). Solo che il famoso disegnatore
francese dava il meglio di sé nella satira di costume
(celeberrime, oltre che i militari, le sue balie, servette e
sartine, alla cui seduzione si dedicava notte e giorno : era
anche un bell'uomo). A Krancic non è mai stata data,
invece, l'occasione di cimentarsi nella satira non politica,
("Il secolo" e "Il Giornale" non glielo hanno mai permesso).
Peccato perchè credo che saprebbe ben seguire le orme
del suo illustre antenato.
Onofrio
Pirrotta
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