RINALDO BIGI

La prima sensazione che ci trasmettono le sculture di Bigi, è un umorismo vigoroso.
La seconda impressione, quasi simultanea alla prima, è un'esuberante fantasia formale. (...) La schietta arguzia delle giustapposizioni formali e l'umorismo delle situazioni narrative, sono inseparabili.
L'umorismo di Bigi è tutto d'un pezzo, e non dipende mai dall'episodico. Come l'umorismo di Rabelais, è una condizione dell'esistenza umana e pertanto appartiene nella stessa misura alle numerose, varie ed originali soluzioni formali dello scultore.
E' una questione di stile e non di facezia. (...) Parte dell'abilità di Bigi di sfumare un atteggiamento scherzoso con serie considerazioni estetiche, deriva dal suo atteggiamento verso i materiali usati.

 

 

 

 

 

 

Nato a Pietrasanta, conosce sia la bellezza sia le difficoltà del bronzo e del marmo e tratta entrambi con grande rispetto, ma anche con una familiarità che elimina ogni cerimonia soggezione. (...)
I materiali principalmente usati da Bigi, marmo e bronzo, partecipano al gioco non come antagonisti, ma come componenti della squadra dell'artista. Nelle sue mani, marmo e bronzo spesso esibiscono una certa sorprendente ed incantevole capricciosità, che risponde esattamente allo scopo di Bigi ed assorbe immediatamente e completamente l'attenzione e la reazione delle nostre emozioni, dei nostri sensi e della nostra intelligenza. (...)

 

 

 

 

Nonostante tutta la gaiezza e l'umorismo delle opere di Bigi, ci vuole tempo per penetrare nel loro vero carattere. Bigi talvolta ama l'inganno, lo stratagemma fuorviante. In quasi tutte le sue opere, il candore apparente di Bigi ha un lato ambiguo. Dietro il fascino del primo incontro, egli nasconde speculazioni sulla natura della realtà e la natura dell'arte, che sono sempre originali e provocatorie. (...)
Fred Licht
Curatore Peggy Guggenheim - Venezia
(Dal catalogo "Rinaldo Bigi. figure e miti", Comune di Pietrasanta, 1996)