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Andrea
Grassi nasce a Massa nel 1938. |
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(...)
le opere di Andrea Grassi assumono una valenza di importante
rilievo, per la capacità dell'artista di pensare il
mondo all'interno di una struttura scultorea. Si vede
attivato un particolare sistema interpretativo che vive
nell'area del "canocchiale rivoltato" di pirandelliana
memoria: le cose vengono passate al vaglio di un
allontanamento che aiuta a comprendere senza l'immediatezza
fuorviante dell'emozione. In questo caso, l'emozione
è riportata dentro il sintomo istintivo della
compenetrazione del senso e non all'interno della
trasfigurazione.
Ecco perché troviamo interessanti le testimonianze tridimensionali di Grassi che trovano il loro "correlativo oggettivo" nel particolare uso dei materiali. L'artista, infatti, coniuga differenti materiali con estrema lucidità e maestria, donando all'opera finale una sorta di complessità unitaria, nonostante l'uso di materie apparentemente inconciliabili. (...) Le sue sculture sono concrezioni semantiche a statuto eteronomo. La molteplicità dei materiali conduce alla leggerezza propria dell'uccello, per parafrasare Paul Valery, e non della piuma. (...) Grassi, con questi suoi corpi di luce concreta, sottolinea il principio di una scultura ancorata alla dimensione comunicativa e ipertestuale. In più, attiva l'immaginario della memoria contro le seduzioni dell'effimero e contro la cosmesi gratuita del reale. Antonio Bisaccia |
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