Comitato per il
Premio Satira Politica
e il Museo della Satira di
Forte dei Marmi

Comune di Forte dei Marmi

Regione Toscana
Amministrazione Provinciale di Lucca


I VINCITORI DEL


Si è svolta sabato 16 Settembre 2006,
alla "Capannina" di Forte dei Marmi, la premiazione
dei vincitori del 34° Premio "Satira Politica".
Ha condotto la serata
Carlo Fontana

 

 



IL XXXIV PREMIO FORTE DEI MARMI PER LA SATIRA POLITICA È STATO ASSEGNATO PER LA SATIRA IN TV A:

BEPPE BRAIDA

BEPPE BRAIDA

Non è facile fare satira avendo come soggetto il mondo dell'informazione: eppure Beppe Braida, sulle scene di Zelig, è riuscito a distillare dal suo repertorio comico un telegiornale che in maniera simpatica e divertente sottolinea ormai con efficacia non solo le iperboli del TG4, di cui vuol essere l'alter ego satirico, ma anche i limiti di certo giornalismo dalla schiena poco dritta. Gli esilaranti collegamenti con l'incredibile inviato Mingozzi sono dunque l'occasione per fulminei blitz, in costante equilibrio tra comicità pura e satira.

IL XXXIV PREMIO FORTE DEI MARMI PER LA SATIRA POLITICA È STATO ASSEGNATO PER LA GRAFICA ITALIANA A:

PAT CARRA

PAT CARRA

Quello dei disegni satirici e dei fumetti comici di Pat Carra non è solo il mondo visto dalle donne: l'essenzialità del tratto e la vis satirica di quella che è una tra le rare disegnatrici italiane, rendono aggraziate anche le sue stilettate politiche più feroci. Lo sanno i suoi lettori, e lo si scopre nei suoi libri. Da La Signora Pontida a Cassandra che ride, fino a Orizzonti di boria, contro il Potere, la guerra e i soprusi. Compresi quelli dei furbetti del quartierino a cui ha dedicato Politica di pianerottolo, un'irresistibile battaglia satirica sulla speculazione immobiliare.

IL XXXIV PREMIO FORTE DEI MARMI PER LA SATIRA POLITICA È STATO ASSEGNATO
AL GIORNALE:

“PIZZINO

PIZZINO

Una risata li seppellirà? Forse no, ma se il pizzo e i pizzini dei boss finiranno nel dimenticatoio un po' di merito l'avranno anche quelli di Pizzino, rivista palermitana di satira che affronta a spron battuto temi caldissimi, soprattutto per la Sicilia. E lo fa con la convinzione che solo suscitando indignazione e rabbia si possa rompere ogni tabù, e guardare ad un futuro migliore. Senza banalizzare, senza usare perifrasi, e senza paura.

IL XXXIV PREMIO FORTE DEI MARMI PER LA SATIRA POLITICA È STATO ASSEGNATO PER IL LIBRO “NON NE HO LA PIU' SQUALLIDA IDEA” A:

STEFANO BARTEZZAGHI

STEFANO BARTEZZAGHI

Stefano Bartezzaghi è uno di quei rarissimi casi di bravi studenti che non sono diventati noiosi professori. Il suo libro Non ne ho la più squallida idea non è uno stupidario: è un repertorio che dimostra come tutti noi siamo vittime di una divinità occulta, il Linguaggio, di cui siamo fedeli distratti e colpevoli. Per questo può capitare di dire: «Non ti curar di lor, ma guarda i passeri», oppure «È stata la goccia che ha fatto traboccare il water». Bartezzaghi allora è il medico di questa spaventosa o ridicola, comunque non del tutto innocua, malattia della lingua.

IL XXXIV PREMIO FORTE DEI MARMI PER LA SATIRA POLITICA È STATO ASSEGNATO AL PROGRAMMA TV

“CHE TEMPO CHE FA” - RaiTre

CHE TEMPO CHE FA

Perché è stato tra i pochissimi temporali televisivi in questi tempi di siccità audiovisiva. Perché ha proposto le interviste più belle all'Italia e agli italiani non fangosi. Perché ci ha raccontato la biografia di Teo Teocoli. I singhiozzi di Cornacchione. I sogni psicopolitici di Paolo Rossi. Rendendo indimenticabili la bellezza di Luciana Littizzetto e la comicità di Ilary Blasi.

IL XXXIV PREMIO FORTE DEI MARMI PER LA SATIRA POLITICA È STATO ASSEGNATO PER IL CABARET A:

MAURIZIO MILANI

MAURIZIO MILANI

Maurizio Milani, sommo narratore di Codogno, uomo di badile e di lettere, capace di coniugare il gelo della vita quotidiana nel profondo Nord, al tepore chimico del Tavor. Opinionista completo e saltuario. Autore di molti libri e di un titolo notevolissimo: “Vantarsi, bere liquori, illudere la Donna”. Nel corso degli anni ha illuso Paolo Rossi, lo Zelig di Gino e Michele, e la Lega celtica. Ha iniziato la carriera raccontando di sua zia che diventa uno stracchino. E l'ha perfezionata (la carriera, non la zia) trasformando lo stracchino in Fabio Fazio.

UN PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA È STATO ASSEGNATO A:

ANTONELLO CHIECA
per la tesi di laurea: «Satira e stampa. La serietà del gioco.» (Univ.LUMSA di Roma)

ANTONELLO CHIECA

         Da Wittgenstein ad Altan per esplorare i confini della satira e confermare che i limiti imposti dal Potere distruggono la satira stessa. E' questa la tesi di laurea in semiotica di Antonello Chieca, che indaga nell'evoluzione del giornalismo satirico, dal Fascismo ai giorni nostri, e fa luce su chi i limiti li ha violati e chi si è adattato alle regole. Il tutto con uno stile che supera la seriosità delle tesi per un'insolita e pregevole ambizione editoriale.

IL XXXIV PREMIO FORTE DEI MARMI PER LA SATIRA POLITICA È STATO ASSEGNATO PER IL GIORNALISMO A:

GIANCARLO SANTALMASSI

GIANCARLO SANTALMASSI

A dispetto dei diritti della proprietà intellettuale, si fa per dire, consapevole di fare un torto a Stefano Ricucci, vero vincitore morale di questa sezione del Forte dei Marmi, la giuria assegna il premio a Giancarlo Santalmassi, famoso giornalista in tivù, editorialista del Sole, direttore di Radio 24, per aver saputo trasformare la battuta principe di Bancopoli in una categoria dello spirito del carattere italiano. Stemma iniziale della trasmissione quotidiana, “I furbetti del quartierino”, inconsapevole voce dal sen sfuggita da un'intercettazione telefonica suicida, la tipologia dei Furbetti, paradigma di inciviltà politica e culturale, ha assunto la forma inedita della «vignetta radiofonica». Anche se c'è poco da ridere

IL PREMIO “PINO ZAC” PER LA SATIRA POLITICA 2006 È STATO ASSEGNATO ALL'ASSOCIAZIONE:

“IL NIDO DEL CUCULO”

IL NIDO DEL CUCULO

L'ironia labronica che ha trovato nel Vernacoliere il suo veicolo più conosciuto, invade e pervade il cinema e lo fa grazie a “Il nido del cuculo”, associazione di cultura cinematografica che con “Io doppio”, inventa il doppiaggio dei blockbuster in livornese. Vera catarsi del linguaggio cinematografico che, abbandonate le scene madri, sposa i problemi di ogni buon livornese; non banalizza e volgarizza inutilmente, ma usa la parola come un coltello per aprire il ventre alla seriosità. Satira per cinefili: ribaltando le certezze.

IL XXXIV PREMIO FORTE DEI MARMI PER LA SATIRA POLITICA È STATO ASSEGNATO PER IL TEATRO COMICO A:

CARLA SIGNORIS

CARLA SIGNORIS

E adesso fermi tutti perché siamo davanti a una diplomata alla scuola di recitazione del Teatro stabile di Genova: quindi una vera Signoris. Che non solo ha fatto parte dei Teatro dell'Archivolto e del gruppo dei Broncoviz, ma che sommessamente e discretamente si è insinuata nei programmi televisivi, da “Colorado Cafè” a “Crozza Italia”, ritagliandosi un ruolo, fra cinema e televisione, che l'ha fatta diventare la più moderna, leggera, divertente entertainer italiana. Con somma irritazione di tutte le altre.

IL XXXIV PREMIO FORTE DEI MARMI PER LA SATIRA POLITICA È STATO ASSEGNATO PER LA GRAFICA INTERNAZIONALE A:

MARTIN ROWSON (G.B.)

MARTIN ROWSON

Nel solco della grande tradizione anglosassone, la satira di Martin Rowson, uno dei più importanti disegnatori satirici inglesi, fustiga quotidianamente il mondo politico britannico. E lo fa da anni con una padronanza del disegno e con un acume nel colpire i propri bersagli, che ricordano le incisioni settecentesche di James Gillray. I grandi temi internazionali per The Guardian, o i problemi di Londra per The Londoner, sono egualmente preziosi per la matita di Rowson: punta di diamante della satira di Sua Maestà.

IL XXXIV PREMIO FORTE DEI MARMI PER LA SATIRA POLITICA È STATO ASSEGNATO PER LA PARODIA A:

MAX GIUSTI

MAX GIUSTI

Entrato con grazia nelle fila degli imitatori, ha fatto via via Malgioglio, Fazio, Cofferati (“Non è vero che non sono di sinistra e ve lo dice il Podestà di Bologna”), Mastella, Berlusconi, Lotito, Matarrese e un azzeccatissimo Ricucci (“Di fronte a Dio siamo tutti uguali, ma di fronte al Bancomat no”). O aveva già ascoltato le intercettazioni oppure è uno che sa cogliere lo spirito del tempo e trasformarlo in parodia e satira. Non distrugge le sue vittime come fa Corrado Guzzanti, ma entra nei panni dei suoi personaggi per qualche ora alla settimana, ne mette in scena i tic senza alcun moralismo e li rende pure simpatici. Sempre più bravo, è l'erede di Teocoli e da qualche parte spira pure l'aria del grande Noschese

La Giuria

Edmondo Berselli, Pasquale Chessa, Pino Corrias, Beppe Cottafavi, Bruno Manfellotto Paolo Moretti, Giovanni Nardi, Marcello Vannucci, Cinzia Bibolotti, Franco A. Calotti.

Ai Vincitori sono state consegnate nel corso della cerimonia, le sculture:
"L'Ape" di Pietro Cascella,
“Cavallo e cavaliere” di Ugo Guidi,
"Omaggio a Pino Zac" di Emanuele Giannelli.


L'ALBO D'ORO DEL PREMIO IN FORMATO EBOOK

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UN ANNO FA...