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IL XXXIV PREMIO FORTE DEI
MARMI PER LA SATIRA POLITICA
È STATO ASSEGNATO PER LA
SATIRA IN TV A:
BEPPE
BRAIDA
Non è facile fare
satira avendo come soggetto il
mondo dell'informazione: eppure
Beppe Braida, sulle scene di
Zelig, è riuscito
a distillare dal suo repertorio
comico un telegiornale che in
maniera simpatica e divertente
sottolinea ormai con efficacia
non solo le iperboli del TG4, di
cui vuol essere l'alter ego
satirico, ma anche i limiti di
certo giornalismo dalla schiena
poco dritta. Gli esilaranti
collegamenti con l'incredibile
inviato Mingozzi sono dunque
l'occasione per fulminei blitz,
in costante equilibrio tra
comicità pura e
satira.
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IL XXXIV PREMIO FORTE DEI
MARMI PER LA SATIRA POLITICA
È STATO ASSEGNATO PER LA
GRAFICA ITALIANA A:
PAT
CARRA
Quello dei disegni satirici e
dei fumetti comici di Pat Carra
non è solo il mondo visto
dalle donne:
l'essenzialità del tratto
e la vis satirica di quella che
è una tra le rare
disegnatrici italiane, rendono
aggraziate anche le sue
stilettate politiche più
feroci. Lo sanno i suoi lettori,
e lo si scopre nei suoi libri. Da
La Signora Pontida a
Cassandra che ride, fino
a Orizzonti di boria,
contro il Potere, la guerra e i
soprusi. Compresi quelli dei
furbetti del quartierino a cui ha
dedicato Politica di
pianerottolo,
un'irresistibile battaglia
satirica sulla speculazione
immobiliare.
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IL XXXIV PREMIO FORTE DEI
MARMI PER LA SATIRA POLITICA
È STATO ASSEGNATO
AL GIORNALE:
“PIZZINO”
Una risata li
seppellirà? Forse no, ma
se il pizzo e i pizzini dei boss
finiranno nel dimenticatoio un
po' di merito l'avranno anche
quelli di Pizzino,
rivista palermitana di satira che
affronta a spron battuto temi
caldissimi, soprattutto per la
Sicilia. E lo fa con la
convinzione che solo suscitando
indignazione e rabbia si possa
rompere ogni tabù, e
guardare ad un futuro migliore.
Senza banalizzare, senza usare
perifrasi, e senza paura.
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IL XXXIV PREMIO FORTE DEI
MARMI PER LA SATIRA POLITICA
È STATO ASSEGNATO PER IL
LIBRO “NON NE HO LA
PIU' SQUALLIDA IDEA”
A:
STEFANO
BARTEZZAGHI
Stefano Bartezzaghi è
uno di quei rarissimi casi di
bravi studenti che non sono
diventati noiosi professori. Il
suo libro Non ne ho la
più squallida idea
non è uno stupidario:
è un repertorio che
dimostra come tutti noi siamo
vittime di una divinità
occulta, il Linguaggio, di cui
siamo fedeli distratti e
colpevoli. Per questo può
capitare di dire: «Non
ti curar di lor, ma guarda i
passeri», oppure
«È stata la
goccia che ha fatto traboccare il
water». Bartezzaghi
allora è il medico di
questa spaventosa o ridicola,
comunque non del tutto innocua,
malattia della lingua.
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IL XXXIV PREMIO FORTE DEI
MARMI PER LA SATIRA POLITICA
È STATO ASSEGNATO AL
PROGRAMMA TV
“CHE
TEMPO CHE FA” -
RaiTre
Perché è stato
tra i pochissimi temporali
televisivi in questi tempi di
siccità audiovisiva.
Perché ha proposto le
interviste più belle
all'Italia e agli italiani non
fangosi. Perché ci ha
raccontato la biografia di Teo
Teocoli. I singhiozzi di
Cornacchione. I sogni
psicopolitici di Paolo Rossi.
Rendendo indimenticabili la
bellezza di Luciana Littizzetto e
la comicità di Ilary
Blasi.
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IL XXXIV PREMIO FORTE DEI
MARMI PER LA SATIRA POLITICA
È STATO ASSEGNATO PER IL
CABARET A:
MAURIZIO
MILANI
Maurizio Milani, sommo
narratore di Codogno, uomo di
badile e di lettere, capace di
coniugare il gelo della vita
quotidiana nel profondo Nord, al
tepore chimico del
Tavor. Opinionista
completo e saltuario. Autore di
molti libri e di un titolo
notevolissimo: “Vantarsi,
bere liquori, illudere la Donna”.
Nel corso degli anni ha illuso
Paolo Rossi, lo Zelig di
Gino e Michele, e la Lega
celtica. Ha iniziato la carriera
raccontando di sua zia che
diventa uno stracchino. E l'ha
perfezionata (la carriera, non la
zia) trasformando lo stracchino
in Fabio Fazio.
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UN PREMIO SPECIALE DELLA
GIURIA È STATO ASSEGNATO
A:
ANTONELLO
CHIECA
per la tesi di laurea:
«Satira e stampa. La
serietà del gioco.»
(Univ.LUMSA di
Roma)
Da Wittgenstein ad Altan per
esplorare i confini della satira
e confermare che i limiti imposti
dal Potere distruggono la satira
stessa. E' questa la tesi di
laurea in semiotica di Antonello
Chieca, che indaga
nell'evoluzione del giornalismo
satirico, dal Fascismo ai giorni
nostri, e fa luce su chi i limiti
li ha violati e chi si è
adattato alle regole. Il tutto
con uno stile che supera la
seriosità delle tesi per
un'insolita e pregevole ambizione
editoriale.
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IL XXXIV PREMIO FORTE DEI
MARMI PER LA SATIRA POLITICA
È STATO ASSEGNATO PER IL
GIORNALISMO A:
GIANCARLO
SANTALMASSI
A dispetto dei diritti della
proprietà intellettuale,
si fa per dire, consapevole di
fare un torto a Stefano Ricucci,
vero vincitore morale di questa
sezione del Forte dei Marmi, la
giuria assegna il premio a
Giancarlo Santalmassi, famoso
giornalista in tivù,
editorialista del Sole, direttore
di Radio 24, per aver saputo
trasformare la battuta principe
di Bancopoli in una categoria
dello spirito del carattere
italiano. Stemma iniziale della
trasmissione quotidiana, “I
furbetti del quartierino”,
inconsapevole voce dal sen
sfuggita da un'intercettazione
telefonica suicida, la tipologia
dei Furbetti, paradigma di
inciviltà politica e
culturale, ha assunto la forma
inedita della «vignetta
radiofonica». Anche se
c'è poco da ridere
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IL PREMIO “PINO ZAC”
PER LA SATIRA POLITICA 2006
È STATO ASSEGNATO
ALL'ASSOCIAZIONE:
“IL
NIDO DEL CUCULO”
L'ironia labronica che ha
trovato nel Vernacoliere
il suo veicolo più
conosciuto, invade e pervade il
cinema e lo fa grazie a “Il
nido del cuculo”,
associazione di cultura
cinematografica che con “Io
doppio”, inventa il
doppiaggio dei
blockbuster in
livornese. Vera catarsi del
linguaggio cinematografico che,
abbandonate le scene madri, sposa
i problemi di ogni buon
livornese; non banalizza e
volgarizza inutilmente, ma usa la
parola come un coltello per
aprire il ventre alla
seriosità. Satira per
cinefili: ribaltando le
certezze.
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IL XXXIV PREMIO FORTE DEI
MARMI PER LA SATIRA POLITICA
È STATO ASSEGNATO PER IL
TEATRO COMICO A:
CARLA
SIGNORIS
E adesso fermi tutti
perché siamo davanti a una
diplomata alla scuola di
recitazione del Teatro stabile di
Genova: quindi una vera Signoris.
Che non solo ha fatto parte dei
Teatro dell'Archivolto e del
gruppo dei Broncoviz, ma che
sommessamente e discretamente si
è insinuata nei programmi
televisivi, da “Colorado
Cafè” a “Crozza
Italia”, ritagliandosi
un ruolo, fra cinema e
televisione, che l'ha fatta
diventare la più moderna,
leggera, divertente
entertainer italiana.
Con somma irritazione di tutte le
altre.
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IL XXXIV PREMIO FORTE DEI
MARMI PER LA SATIRA POLITICA
È STATO ASSEGNATO PER LA
GRAFICA INTERNAZIONALE
A:
MARTIN ROWSON
(G.B.)
Nel solco della grande
tradizione anglosassone, la
satira di Martin Rowson, uno dei
più importanti disegnatori
satirici inglesi, fustiga
quotidianamente il mondo politico
britannico. E lo fa da anni con
una padronanza del disegno e con
un acume nel colpire i propri
bersagli, che ricordano le
incisioni settecentesche di James
Gillray. I grandi temi
internazionali per The
Guardian, o i problemi di
Londra per The Londoner,
sono egualmente preziosi per la
matita di Rowson: punta di
diamante della satira di Sua
Maestà.
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IL XXXIV PREMIO FORTE DEI
MARMI PER LA SATIRA POLITICA
È STATO ASSEGNATO PER LA
PARODIA A:
MAX
GIUSTI
Entrato con grazia nelle fila
degli imitatori, ha fatto via via
Malgioglio, Fazio, Cofferati
(“Non è vero che
non sono di sinistra e ve lo dice
il Podestà di Bologna”),
Mastella, Berlusconi, Lotito,
Matarrese e un azzeccatissimo
Ricucci (“Di fronte a
Dio siamo tutti uguali, ma di
fronte al Bancomat no”).
O aveva già ascoltato le
intercettazioni oppure è
uno che sa cogliere lo spirito
del tempo e trasformarlo in
parodia e satira. Non distrugge
le sue vittime come fa Corrado
Guzzanti, ma entra nei panni dei
suoi personaggi per qualche ora
alla settimana, ne mette in scena
i tic senza alcun moralismo e li
rende pure simpatici. Sempre
più bravo, è
l'erede di Teocoli e da qualche
parte spira pure l'aria del
grande Noschese
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La Giuria
Edmondo Berselli, Pasquale
Chessa, Pino Corrias, Beppe
Cottafavi, Bruno Manfellotto
Paolo Moretti, Giovanni Nardi,
Marcello Vannucci, Cinzia
Bibolotti, Franco A. Calotti.
Ai Vincitori sono state
consegnate nel corso della
cerimonia, le sculture:
"L'Ape" di Pietro Cascella,
“Cavallo e cavaliere” di Ugo Guidi,
"Omaggio a Pino Zac" di Emanuele
Giannelli.
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L'ALBO D'ORO DEL PREMIO IN FORMATO EBOOK
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Satira
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