Buone notizie per chi ha 62 anni, può ricevere fino a 1.500 euro al mese, c’è però un dettaglio importante: attenzione alla scadenza Inps.
Tra le tante notizie che riguardano lavoro e previdenza, una novità sta catturando l’attenzione di chi sogna un’uscita anticipata dal mondo del lavoro. Non è una misura per tutti, né tantomeno immediata: richiede attenzione ai requisiti, tempistiche precise e documentazione puntuale.

Molti si chiedono se sia possibile lasciare il lavoro intorno ai 63 anni senza aspettare la pensione di vecchiaia e senza troppi sacrifici economici. Le alternative ci sono, ma non sempre sono evidenti: alcune richiedono un percorso preliminare obbligatorio e l’accesso è riservato a categorie particolari di lavoratori. Non si tratta di una semplice anticipazione standard, ma di un meccanismo che consente di alleggerire il carico lavorativo in attesa di ottenere il trattamento pensionistico definitivo.
L’anticipo pensionistico riservato ai lavori usuranti: attenzione però alla scadenza Inps
Ed ecco finalmente il nodo centrale: parliamo dell’Ape Sociale, l’anticipo pensionistico che permette a chi svolge attività particolarmente faticose o usuranti di uscire dal lavoro prima, con un assegno mensile fino a 1.500 euro.
Possono accedere all’Ape Sociale solo determinate categorie:
- Disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali;
- Persone con invalidità civile pari o superiore al 74%;
- Caregiver che assistono familiari con disabilità grave;
- Lavoratori impegnati in attività gravose o usuranti, con requisiti contributivi specifici (30 anni di contributi in generale, 36 per i lavori usuranti, 32 per alcuni settori come l’edilizia).

Per questi ultimi è necessario dimostrare di aver svolto l’attività gravosa per almeno 6 anni negli ultimi 7 o per 7 anni negli ultimi 10. Sul piano anagrafico, nel 2026 bisogna aver compiuto almeno 63 anni e 5 mesi.
Chi desidera usufruire di questa possibilità nel 2027 deve presentare la domanda entro il 1° maggio 2026, per il riconoscimento dei requisiti. È un passo preliminare obbligatorio: non si tratta ancora della pensione vera e propria, ma della certificazione da parte dell’Inps che attesta il diritto all’Ape Sociale.
La domanda va inviata in modalità telematica, direttamente sul sito dell’Inps o tramite patronato, allegando tutta la documentazione necessaria a dimostrare l’attività usurante nei periodi richiesti. Chi agisce in ritardo non perde il diritto, ma subirà uno slittamento della decorrenza della pensione fino a 3 mesi.
In sintesi, l’Ape Sociale rappresenta oggi una delle poche vie di flessibilità previdenziale rimaste dopo il superamento di Opzione Donna e Quota 103, offrendo una tutela economica concreta a chi ha lavorato duramente e desidera un’uscita anticipata dal mondo del lavoro.





